italian language school
study italian abroadDANTE ALIGHIERI
"Non siate come penna ad ogne vento, e non crediate ch'ogne acqua vi lavi"Ufficio ricerca scientifica
Pillole grammaticali, Formazione insegnanti, Glottodidattica
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Quale italiano?
Molto spesso riceviamo presso la nostra scuola studenti che
conoscono già la nostra lingua perché l’hanno studiata nel loro
paese e decidono di frequentare un corso in Italia con il solo
intento di perfezionarla. Ebbene, il loro italiano spesso si
presenta poco “reale” e piuttosto “artificioso”, con tratti
tipici dell’italiano aulico e molto formale.
Sarà compito dell’insegnante cercare di fornire quelle indicazioni utili per “correggere” queste deviazioni dall’italiano realmente usato oggi in Italia.
Partendo dal presupposto che un corso di lingua debba includere l’analisi delle varietà dell’italiano e non presentare un solo modello di lingua, particolare importanza dovrà essere data all’italiano neo-standard (Berruto 1987) o dell’uso medio (Sabatini 1985).
Vediamone i tratti principali:
A livello fonologico si assiste alla neutralizzazione dell’opposizione tra o chiusa e o aperta e tra e chiusa ed e aperta.
A livello morfosintattico è sempre più frequente la sostituzione di egli, ella, essi con lui, lei, loro; l’uso del pronome indiretto gli come unica forma, maschile, femminile e plurale; l’uso del c’è presentativo (c’è una canzone che vorrei farti ascoltare); l’uso del che polivalente (La sera che ti ho incontrato); la sostituzione di che cosa con cosa al nord e che al sud; la riduzione del sistema delle congiunzioni (anche se al posto di sebbene, malgrado, nonostante).
Per quanto riguarda i verbi, si assiste a un aumento dell’uso dell’imperfetto come forma di cortesia (Volevo un’informazione) e nel periodo ipotetico del’irrealtà, alla sostituzione del passato remoto e del futuro anteriore con il passato prossimo, alla sostituzione del futuro con il presente ( l’anno prossimo vado in Olanda), a una riduzione dell’uso del congiuntivo nelle interrogative indirette, nelle relative restrittive e con i verbi di opinione; a un aumento dell’uso di stare+gerundio.
A livello lessicale è evidente l’uso di forestierismi senza adattamento al plurale, (i computer).
Logicamente questi sono solo alcuni dei tratti dell’italiano realmente parlato oggi in Italia, e attraverso l’uso di materiale autentico e i consigli dell’insegnante, è auspicabile che ogni studente ne acquisisca l’uso in maniera spontanea.
Sarà compito dell’insegnante cercare di fornire quelle indicazioni utili per “correggere” queste deviazioni dall’italiano realmente usato oggi in Italia.
Partendo dal presupposto che un corso di lingua debba includere l’analisi delle varietà dell’italiano e non presentare un solo modello di lingua, particolare importanza dovrà essere data all’italiano neo-standard (Berruto 1987) o dell’uso medio (Sabatini 1985).
Vediamone i tratti principali:
A livello fonologico si assiste alla neutralizzazione dell’opposizione tra o chiusa e o aperta e tra e chiusa ed e aperta.
A livello morfosintattico è sempre più frequente la sostituzione di egli, ella, essi con lui, lei, loro; l’uso del pronome indiretto gli come unica forma, maschile, femminile e plurale; l’uso del c’è presentativo (c’è una canzone che vorrei farti ascoltare); l’uso del che polivalente (La sera che ti ho incontrato); la sostituzione di che cosa con cosa al nord e che al sud; la riduzione del sistema delle congiunzioni (anche se al posto di sebbene, malgrado, nonostante).
Per quanto riguarda i verbi, si assiste a un aumento dell’uso dell’imperfetto come forma di cortesia (Volevo un’informazione) e nel periodo ipotetico del’irrealtà, alla sostituzione del passato remoto e del futuro anteriore con il passato prossimo, alla sostituzione del futuro con il presente ( l’anno prossimo vado in Olanda), a una riduzione dell’uso del congiuntivo nelle interrogative indirette, nelle relative restrittive e con i verbi di opinione; a un aumento dell’uso di stare+gerundio.
A livello lessicale è evidente l’uso di forestierismi senza adattamento al plurale, (i computer).
Logicamente questi sono solo alcuni dei tratti dell’italiano realmente parlato oggi in Italia, e attraverso l’uso di materiale autentico e i consigli dell’insegnante, è auspicabile che ogni studente ne acquisisca l’uso in maniera spontanea.
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